Filippo Silvestro

Disegni di Antonio Fontanesi


Ritrovato il disegno preparatorio del quadro di proprietà della Galleria d’Arte Moderna di Torino “Sole fra le nubi al tramonto”.



Premessa

Ho rintracciato nella mostra “Incontro con la pittura reggiana dell’Ottocento e primo Novecento” alla Galleria d’arte Zamboni in Reggio Emilia alla fine del 2002, un disegno di Antonio Fontanesi.
Il disegno è inventariato nello schedario DR. 4050/Rep.Gen. con il titolo Chioma d’albero all’orizzonte, matita carboncino e biacca su carta grigia con sfumature paglierine di cm.37,1 x 25,6. (foto n.1)
E’ dedicato con scritta speculare “Al mio caro Edoardo Covino/Ricordo di Antonio Fontanesi/G.Piumati”.
Il disegno è accompagnato dall’attribuzione ad Antonio Fontanesi a firma Angelo Dragone che scrive : “Del carattere del disegno a tratti anche incrociati e per la sua provenienza ne confermo i riconoscibili modi fontanesiani, ne attesto l’essenziale qualità grafica e i valori chiaroscurali”.



ANTONIO FONTANESI (Reggio Emilia,1818-Torino,1882)

Le due opere

Dalla comparazione del disegno Chioma d’albero all’orizzonte con il quadro Sole fra le nubi al tramonto (foto n.2) si evince che l’opera ritrovata alla Galleria Zamboni ed ora in collezione privata non è altro che il disegno preparatorio per l’olio di Fontanesi che si trova presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino.
Il quadro Sole fra le nubi al tramonto è inventariato al n.692, olio su cartone di cm.37,4 x 27,7, datato circa 1856-60 e proviene dal legato dell’Avv. Giovanni Camerana del 1905.La maggior parte dei molti studi e bozzetti del Museo Civico di Torino del legato Camerana, oltre 500 opere, non portavano titolo e in occasione della mostra del cinquantenario del 1932 furono identificati,misurati,titolati e catalogati.
L’opera venne esposta alla mostra del 1932 a Torino alla Galleria d’Arte Moderna ed è richiamata nell’elenco della rassegna nel catalogo di Marziano Bernardi, sotto l’egida dell’allora direttore del Museo, Vittorio Viale, Antonio Fontanesi 1818-1882 a cura dei Municipi di Torino e Reggio Emilia.
Il quadro è esposto nella Sala Quarta al n.91 assieme ad altre opere del legato Camerana; nel catalogo della mostra non è riprodotto ed un funzionario del Museo ci riferisce che il quadro è rimasto nei magazzini sicuramente dal 1982 ad oggi.
L’unica immagine dell’opera è una riproduzione a colori nel volume del 1967 con l’insostituibile ed importante saggio di Andreina Griseri Il paesaggio nella pittura piemontese dell’Ottocento.
Il quadro è riprodotto alla tavola XXI con il titolo Sole fra le nubi al tramonto, olio su carta incollata su cartone, cm.24,5x37-Torino Museo Civico- e non viene precisata la data dell’opera.

La nuova datazione dell’opera

Aver rintracciato il disegno Chioma d’albero all’orizzonte ed averlo potuto paragonarlo al quadro Sole fra le nubi al tramonto , grazie alla fotografia ritrovata nel volume della Griseri, ci permette oltre alla comparazione delle due opere, di posticipare la data dell’esecuzione dell’olio del Museo torinese.
La dedica del disegno testimonia che lo stesso era nelle mani di Giovanni Piumati (vedi riquadro) uno dei migliori allievi di Fontanesi.
Pensiamo che il disegno sia stato donato dal maestro all’allievo in segno di stima e di amicizia. Nel volume del 1901 di Mario Calderini dedicato a Fontanesi campeggia più volte la definizione data da Leonardo della pittura: “La pittura è una poesia che si vede”. Scrive Calderini: ”Il suo allievo G.Piumati, poi leonardista insigne e appassionato,ricordava il suo entusiasmo nel sentire citare la nota definizione di Leonardo”.
Ricordiamo che dal 1869 Antonio Fontanesi viene affidata la cattedra di Paesaggio all’Accademia di Torino e tra i suoi allievi vi è Giovanni Piumati oltre a Marco Calderini,Amedeo Ghesio, Riccardo Pasquini, Antonio Fornasero, Carlo Stratta ed altri. Fontanesi conduce spesso gli allievi a dipingere dal vero nella periferia di Torino, nei campi di Vanchiglia, in un delta tra la Dora e il Po, in una grande cascina subito dopo la barriera daziaria con la cappelletta barocca del 1600,le strade dei pioppi e le sinuosità dei ruscelli.
Rosanna Maggio Serra nel saggio Antonio Fontanesi pittore paesista,un artista italiano in Europa, nel volume edito in occasione della mostra torinese del 1997, scrive: “Agli allievi torinesi che lo sollecitavano ad esporre,egli rispondeva mostrando che il lavoro didattico non gliene lasciava la possibilità.Ed effettivamente,insegnante da sempre,egli aveva un particolare talento per la comunicazione e un grande scrupolo di guidare gli allievi non soltanto nell’apprendimento delle tecniche,ma anche nello sviluppo della loro sensibilità”.
Nel 1870 assieme ad alcuni allievi Fontanesi soggiorna in località Volpiano. È l’anno dell’opera Il Mattino con la quale vince la medaglia di bronzo all’Esposizione di Belle Arti di Parma.
Un ulteriore conferma dell’amicizia tra Fontanesi e Piumati è data dall’elenco, nel volume di Calderini, nella seconda edizione del 1925, dei possessori delle opere del maestro, tra i quali vi è la successione del dott. Piumati, pittore, con quadretti e studi ad olio, acquarelli ed il disegno originale per l’acquaforte I Ranocchi oltre a disegni diversi, acqueforti ed eliografie originali.
Il disegno Chioma d’albero all’orizzonte donato certamente dal maestro all’allievo non può che datarsi tra il 1869 e il 1870, gli anni dell’insegnamento a Torino, cosicché la datazione del dipinto relativo Sole fra le nubi al tramonto subirà un cambiamento di data dal 1856/60 al 1869/70.

La critica e Fontanesi

Rosanna Maggio Serra riporta nel saggio Il vero e il paesaggio in Piemonte: vent’anni di polemiche e dibattiti inserito nel volume Il secondo’800 italiano,Le poetiche del vero del 1992,ciò che scriveva Federico Pastoris nel 1864 nell’Album della Società Promotrice delle Belle Arti in Torino: “ I quadri del Fontanesi contengono sempre un’idea,un pensiero che parla alla mente ed al cuore anche più dell’occhio,e non sono fatti per essere anatomizzati con pedantesca analisi” ed ancora molti critici si scagliano contro Fontanesi “perché non trovano nelle sue tele il ritratto fotograficamente dettagliato della pianta,del sasso o dell’erbetta”.
Andreina Garberi nell’importante saggio Il paesaggio nella pittura piemontese dell’Ottocento scrive che : “Il repertorio naturalistico di Fontanesi si riduce in fondo a pochi elementi;una figura o un albero e intorno un paesaggio;la rupe;il cuore di una palude,a lato una quinta di roccia e terra;le pietre di un pozzo,enormi,nere,come un fantasma. L’artificio della composizione,calibrata e pressoché fissa,rende anche più struggente la scelta del motivo,che la pittura si incarica di rendere denso,risonante come un feticcio che susciti all’intorno centri concentrici,fino all’orizzonte.Era la sua religione;una sorta di panteismo”.
Mario Soldati scrive nel 1932 nella voce Fontanesi per l’Enciclopedia Italiana: “Attraverso l’opera del Fontanesi s’intravvede benissimo quale sia stata la vita: ansiosa,tragica,devastata appunto da quella brama d’infinito e chiusa in un’erma tristezza:vita caratteristica di grande romantico”.
Fontanesi si prende una clamorosa rivincita nel Novecento, tramite l’attenzione del grande pittore Carlo Carrà, che gli dedica nella collana Valori Plastici nel 1924 un saggio intitolato Fontanesi e in un altra opera nel 1943 , Artisti Moderni, scrive che : “In moltissimi quadri,in acqueforti e in disegni a matita e a carbone,trovi sempre l’infaticabile ricercatore.Questa brama di sempre studiare è solo di coloro che operano di continuo con supremo disinteresse.Carattere della pittura fontanesiana è dunque la ricerca della verità,ma non solo della verità individuale,bensì anche di quella che esprime l’accento e il modo di sentire di un’epoca,di una umanità.
Un’altra dote che si osserva in questa pittura è quella della varietà continua,onde non vengono mai ripetute le stesse tonalità,la stessa forma.
Da questo punto di vista,massimamente,l’insegnamento che ci viene dall’opera complessa di Antonio Fontanesi è prezioso per noi e lo sarà per i venturi”.
Altri critici ebbero parole importanti per l’autore reggiano cito,tra i più importanti, Longhi, Cecchi, Bernardi ed Ojetti,
In uno scritto si riporta che all’alba del 17 aprile 1882 Antonio Fontanesi morì solo:indubbiamente la Storia gli ha concesso una clamorosa rivincita!

ANTONIO FONTANESI ED IL SORTEGGIO

La carriera artistica di Fontanesi inizia con un sorteggio perso.
Dalle carte dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia che contengono i verbali della Scuola di Belle Arti di Reggio ed in particolare quello datato 22 ottobre 1833 a firma Tonelli, Borini Taccoli, Cosmo Cosmi, Giovanni Paglia ed altri, così è scritto : “Nella prima classe di Paesaggio hanno aggiudicato il premio a chi deciderà la sorte, giacchè i due concorrenti Fontanesi Antonio,e Montavoci Angelo sono ritenuti di ugual merito.
Nel verbale del 24 ottobre 1833 si precisano i termini del sorteggio: “si sono posti nell’urna i due biglietti portanti i nomi dei Sig.ri Fontanesi e Montavoci per il premio di prima classe presenti i due concorrenti, ed agitata l’urna è stato estratto come sopra il nome del Sig.re Montavoci, al quale perciò viene aggiudicato il premio.
Con Montavoci si ritroverà assieme come coautore dell’Album Corbelli per la Festa dei Moccoli nel 1841.

(Bibliografia: Archivio di Stato di Reggio Emilia, Scuola di Belle Arti, Liceo Ginnasio Spallanzani, Scuola ginnasiale e di Belle Arti (1829-1830),b.24)

(Cfr. Forte C., Fontanesi Antonio in Dizionario Biografico degli Italiani, vol.48, Roma 1997; Farioli E., Antonio Fontanesi e l’ambiente della prima formazione a Reggio Emilia in Fontanesi,Torino 1997 (con diversi riferimenti bibliografici).

FONTANESI A REGGIO EMILIA

Casa Camellini,Via Em.S.Stefano, tre tempere su muro, Paesaggio lacustre, Marina in burrasca, Paesaggio fluviale, opere giovanili.
Casa Chicchi,Via S. Filippo, stanza dipinta con tempere a muro.
Musei Civici, L’ingresso di un tempio giapponese, La solitudine, La tempesta, disegni e acqueforti.
Ha partecipato alla stesura dell’Album Corbelli assieme a Minghetti, Cosmi, Montavoci per celebrare la visita nel 1841 dell’Imperatrice Maria Anna d’Austria con “La festa dei Moccoli”.
L’album è ora patrimonio della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.
Ricordiamo il monumento ai Giardini pubblici e recentemente restaurato, opera di Leonardo Bistolfi, dedicato ad Antonio Fontanesi, realizzato nel 1921.

GIOVANNI PIUMATI

Giovanni Piumati nasce a Bra il 28 maggio 1850.
Iscritto all’Accademia Albertina di Torino ottiene riconoscimenti come pittore paesaggista ed è annoverato tra i migliori allievi di Fontanesi.
Laureatosi in Lettere e in Legge, insegna Letteratura italiana a Colonia e all’Università di Bonn. La sua grande passione sono gli studi leonardeschi che lo rendono famoso presso i più conosciuti studiosi di tutto il mondo.
Il principe russo Sabathnikoff gli concede l’opportunità di trascrivere il codice “Sul volo degli uccelli”, al quale segue lo studio sul “Trattato di anatomia”.
L’Accademia dei Lincei lo invita a trascrivere integralmente il monumentale “Codice Atlantico” della Biblioteca Ambrosiana che contiene una ricca raccolta di manoscritti e disegni leonardeschi redatti con la tipica scrittura da destra a sinistra secondo l’uso orientale. I suoi dipinti si trovano esposti al Museo di Bra, nelle collezioni dei Musei Civici di Torino e nella collezione della Cassa di Risparmio di Bra.
Muore a Col San Giovanni località nel comune di Viù vicino a Torino il 6 ottobre 1915.Il suo busto è esposto nella Sala del Consiglio Comunale di Bra.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Calderini M., Antonio Fontanesi,Pittore Paesista.1818-1882, Torino 1901; seconda edizione 1925.
Carrà C., Antonio Fontanesi, Roma 1924.
Cecchi E., Pittura italiana dell’Ottocento, Roma 1926.
Ojetti U., La Pittura Italiana dell’Ottocento, Milano-Roma 1929.
Bernardi M., Antonio Fontanesi 1818-1882 , Catalogo Mostra Torino a cura dei Municipi di Torino e Reggio Emilia, Torino 1932-X.
Soldati M., Fontanesi Antonio, in “Enciclopedia Italiana”, Vol.XV, Milano 1932.
Bernardi M., Antonio Fontanesi, Milano 1933.
Mostra delle pitture murali dell’800 nelle case patrizie reggiane, catalogo mostra, Reggio Emilia 1959.
Maltese C., Storia dell’Arte in Italia 1785-1943, Torino 1960.
Griseri A., Il paesaggio nella pittura piemontese dell’Ottocento, Milano 1967.
Bernardi M., Antonio Fontanesi, Torino 1967
Mallè L., I Dipinti della Galleria d’Arte Moderna, Museo Civico di Torino, catalogo, Torino 1968.
Bernardi M., Antonio Fontanesi, Milano 1968.
Carrà C., Tutti gli scritti, Milano 1978.
Dragone A.,(a cura di), Antonio Fontanesi,L’opera grafica, catalogo mostra di Torino, Piacenza, Reggio Emilia e Bologna, Torino 1979.
Maggio Serra R., Il vero e il paesaggio in Piemonte: vent’anni di polemiche e dibattiti e voce Antonio Fontanesi in Il secondo ‘800 italiano, Le poetiche del vero, Milano 1992.
Forte C., Fontanesi Antonio in Dizionario Biografico degli Italiani, vol.48, Roma 1997.
Maggio Serra R.,(a cura di) Antonio Fontanesi 1818-1882, mostra Galleria Civica di Torino 1997, Torino 1997.
Farioli E., Poppi C., (a cura di) Antonio Fontanesi e la pittura di paesaggio in Italia 1861-1880, Mostra Reggio Emilia 1999, Milano 1999.

FOTOGRAFIE

n.1 Disegno
n.2 Olio
n.3 Frontespizio mostra Torino 1932
n.4 Vita e opere di Antonio Fontanesi (da catalogo 1932)
n.5 Antonio Fontanesi

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