Filippo Silvestro

ALCUNI INEDITI BOZZETTI DELLA PALA DELLA GHIARA DI ALFONSO CHIERICI

La notorietà di Alfonso Chierici (1), il pittore reggiano vissuto dal 1816 al 1873, in questi anni, si sta riaffermando rispetto a periodi passati nei quali era stato meno ricordato e celebrato.
Chierici ha “subito” un periodo di oblio da parte della critica ufficiale che, dopo gli interventi di Roberto Longhi, ha oscurato tutto il primo ottocento italiano. (2)
Il Chierici, famoso in vita, è stato Accademico di san Luca, nell’importante istituzione romana, allievo del caposcuola della corrente pittorica purista Tommaso Minardi ed è stato apprezzato da noti e importanti pittori come Francesco Hayez (3) e Filippo Bigioli (4).
Oggi, per contro, sembra riacquistare la notorietà che gli spetta.
Emilio Lavagnino nel volume l’Arte Moderna, Dai Neoclassici ai contemporanei, vol.I, edito nel 1956, pubblica una riproduzione, a mezza pagina, del quadro “Cristo che scaccia i profanatori del tempio” opera del Chierici datata 1844, di proprietà dei Musei Civici di Reggio Emilia.
Il Lavagnino cita, tra le opere del pittore reggiano, anche la Pala della Madonna della Chiara (sic).
Purtroppo le opere vengono definite : “Cose piuttosto mediocri e modeste con la solita bravura accademica”.(5)
Nel 1994 Nerio Artioli scrive un interessante saggio su un dipinto giovanile di Chierici (6)
Tra il 1994 e il 1998, appaiono cinque studi del sottoscritto : Carlo Zatti a Palazzo Corbelli-Un quadro di Alfonso Chierici, Lo studio del pittore-Le pale di Alfonso Chierici nella Chiesa di Santa Teresa e alcuni inediti del pittore- La Galleria Dantesca di Filippo Bigioli e Alfonso Chierici-Tre pittori reggiani a Roma: il piccolo tour di Zatti, Fontanesi e Chierici.(7)
Nel 1998 la grande mostra su Adeodato Malatesta, con tre sedi espositive tra Modena , Reggio e Vignola, con relativo catalogo, comprende opere di Chierici, con una ampia bibliografia.(8)
Nel 2003, la mostra tenuta a Roma su tre sedi espositive: Scuderie del Quirinale, Galleria d’Arte moderna e Villa Medici, e che celebrava il primo Ottocento con oltre settecento opere, tra quadri e sculture. L’unico reggiano ad avere l’onore di essere esposto e di avere anche la riproduzione e la scheda critica in catalogo è Alfonso Chierici e il quadro è “Lo studio del pittore” (9).foto n.1
Sempre nel 2003 esce il catalogo, a cura di Carlo Sisi, “La pittura di paesaggio in Italia, L’Ottocento” con una scheda critica corredata da bibliografia e con riprodotto un disegno del Chierici di proprietà dei Musei Civici di Reggio Emilia.(10)
Nel 2004, viene pubblicato un saggio di F. Silvestro, “Alfonso Chierici romantico”, che mette in rilievo un aspetto ancora sconosciuto della personalità del pittore reggiano, cioè il suo interesse per le vicende dell’esercito napoleonico sconfitto in Russia, rappresentato in un quadro conservato nella Pinacoteca di Ascoli.(11)

LA PALA, MADONNA CON BAMBINO E I SS. FRANCESCO, AGATA, APOLLONIA, LUCIA

Il quadro del Chierici, che è posto nella Cappella Brami in Ghiara, ebbe l’onore della copertina con riproduzione ne “L’Album” Giornale letterario e di belle arti, edito a Roma in data 29 aprile 1854.
Sempre nel 1854 L. Ponticelli scrive l’interessante saggio “Sul Quadro dipinto da Alfonso Chierici pel Tempio della B. V. della Ghiara in Reggio (12)
Tra i tanti componimenti scritti in onore del Chierici riproduciamo il sonetto di Giovanni Giavarini (13) foto n.2
Scrivono sulla Pala : P.Fantuzzi nel 1860, Angelo Baldi nel 1896 (14) e continuano nel 1921, con gli studi di Clelia Fano (15), finchè nel 1974 padre Fiorenzo Gobbo nel volume “ La Madonna della Ghiara in Reggio Emilia”, descrive il quadro affermando che “ ha una sua dignità formale che lo colloca nella scia della grande pittura emiliana”. (16)
Nel 1982 Badini e Rabotti pubblicano, per la prima volta, l’importante dipinto di Chierici “Lo studio del pittore” è un autoritratto mentre il pittore dipinge la Pala della Ghiara.(17) foto n.3
Sempre nel 1982, si pubblica l’importante saggio di Bertazzoni e Rossi nel n.55 del Bollettino Storico Reggiano-Numero speciale-“ La pala d’altare di Alfonso Chierici per la cappella Ruggeri Brami- di giuspatronato del Santo Monte di Pietà- nel Tempio della Beata Vergine della Ghiara”(18), che raccoglie un vasto numero di documenti riferiti al Chierici in una ricca serie di lettere.

La Pala del Chierici conservata in Ghiara, raffigura la Madonna col Bambino con San Francesco e le sante Agata, Apollonia e Lucia. Essa viene iniziata nel 1847 su mandato dell’Amministrazione di Reggio, terminata nel 1854 e sistemata, in quell’anno, nella Basilica sotto la direzione del pittore Domenico Pellizzi. (19) foto n.4 Il quadro del Chierici sostituiva l’opera attribuita al Desani “La Madonna col Bambino in gloria con ai lati SS .Lucia, Apollonia e Agata e in basso i SS. Pellegrino, Francesco, Lazzaro e una S. Monaca”. Foto n.5
Oggi l’attribuzione al Desani viene corretta dalla Soprintendenza di Modena e Reggio e assegnata a Giuseppe Romani (20)
La tela del Romani aveva preso il posto nel 1786 della bellissima pala di Lionello Spada,” San Francesco in estasi, con la Vergine implorante il Cristo in gloria”, ora alla Galleria Estense di Modena, per volere del Duca Ercole III.(21) foto n.6
Le tre sante, Agata, Apollonia e Lucia e vengono dipinte nella vicina Parma,dal Parmigianino, nella chiesa di San Giovanni Evangelista (22) e da Gaspare Traversi, nella Cattedrale. (23)

* * *

Alla Pala della Ghiara si aggiunse, da parte del Chierici, un bozzetto gia descritto e documentato.(24) Storicamente l’unico bozzetto, degno di tale nome, è quello di proprietà della Fondazione Manodori raffigurante gli stessi personaggi della Pala.foto n.7
La storia di questo bozzetto è singolare, venne eseguito di fantasia, visto che il quadro era già partito per Reggio. Dato che il pittore promise alla amministrazione, oltre al quadro, anche l’esecuzione di un bozzetto, questo venne spedito al podestà conte Liberati Tagliaferri, dopo che il quadro era già arrivato al committente.
Nel corso di questi anni vengono riprodotti altri schizzi della Pala nei saggi di Bertazzoni-Rossi e di Silvestro (25) foto n.8
In questo studio presentiamo due bozzetti del Chierici inediti: uno con Sant’Agata nella stessa posizione della Pala con Gregorio Magno, importante Papa che inserì la stessa santa nel Canone della Messa.(foto n.9) Gregorio Magno è dipinto, con gli altri Dottori della Chiesa, da Carlo Bonone nella lunetta della Cappella Gabbi in Ghiara (26)
L’ altro bozzetto presentato in questo saggio rappresenta la “Madonna con Bambino san Francesco e sant’Agata” nella stessa posizione del quadro della Ghiara. (foto n.10)
I bozzetti sono certamente databili tra il 1847 e il 1854 anche in considerazione, come si legge dalla corrispondenza tra Alfonso e suo fratello Gaetano, di diversi ripensamenti prima dell’esecuzione finale.(27)
Notiamo in questi bozzetti l’insistenza della presenza di Sant’Agata che viene sempre raffigurata con un particolare copricapo che ritroviamo in alcuni personaggi di altri quadri di Chierici come nella “Cacciata dal tempio”, in “Sant’Anna “ e nella madre del bimbo nel quadro “S. Biagio”.
La presenza di Sant’Agata rivela quanto fosse diffusa la devozione a questa santa che trae le sue origini in Sicilia, precisamente a Catania e che pare venne “importata” qui nel reggiano, come protettrice dell’Arte della Seta, nel secolo XVI.
Scrive Naborre Campanini nel celebre “Ars Siricea Regij” : “Dall’anno 1152 in cui Ruggero II normanno tornò di oriente dalla spedizione contro ai Greci, traendo seco fra i prigioni numero di tessitori, e cominciò a Palermo la lavorazione dei drappi, la tessitura della seta, raggiando di Sicilia, si era diffusa a Napoli e a Catanzaro”(28).
Successivamente questa importante arte arrivò a Reggio, Modena e Parma.
Nel 1546 scrive sempre Campanini “fu celebrata nella basilica di San Prospero una messa solenne, alla presenza di molti mercanti e quasi tutti coloro che appartenevano all’arte della seta”(29) e tre anni dopo nel 1549 la chiesa prima dedicata a S. Faustino, nell’odierna via S. Carlo, venne consacrata a Sant’Agata e in seguito venne aggiunto San Carlo.
A Reggio, in quegli anni si restaurano molte chiese e scrive Campanini “ogni altra opera di architettura fu segno visibile della ricchezza cittadina la fondazione del tempio della Madonna della Ghiara, che può dirsi il monumento eretto a se stessa dall’arte della seta”. (30)
La Pala Madonna col Bambino, San Francesco e le SS. Agata, Apollonia e Lucia rimane un mirabile esempio di pittura purista che nasce ufficialmente in Roma con il Manifesto a firma Minardi, maestro del Chierici, Overbeck, Tenerari e Bianchini nel 1842.

this was an emptypage | xhtml 1.0 | css 2.0