Filippo Silvestro

Alfonso Chierici

Il quadro descrive lo studio romano del pittore con Giovanni Fontanesi che dipinge il “Paesaggio laziale ” L ’unica opera di un reggiano menzionata alla grande mostra di un anno fa a Roma intitolata la “Maestà di Roma ”-Universale ed Eterna,capitale delle Arti. La mostra è stata dedicata alle arti del primo Ottocento con l ’esposizione delle opere di tutti i maggiori artisti del periodo dagli italiani ai francesi,dai tedeschi,inglesi,russi ed in genere di molti europei.L ’imponente catalogo, in due tomi,descrive più di ottocento opere tra quadri e sculture deriva da un progetto del compianto Stefano Susinno con la collaborazione di Sandra Pinto,Liliana Barroero e Ferdi- nando Mazzocca. Tra gli artisti presentati:Canova,Thorvaldsen, Ingres,Tenerari,Camuccini,Landi,Coghetti, Minardi,Granet,Hayez,Podesti,Caffi,Brjullov,Overbeck,Silvagni,Wicar,Corot,Finelli, Palagi,Pinelli,Cornelius,Koch,Grandi,Mariani,Fracassini. Da questi nomi si evince che la mostra ha messo in evidenza i grandi artisti del primo Ottocento che operarono a Roma. In mezzo a questi artisti ecco che spunta l ’unico reggiano presente ovvero Alfonso Chierici con il suo quadro “Lo studio del pittore ”,olio su tela,cm.92x76,Modena,Galleria Estense. Il quadro di Chierici finalmente e inaspettatamente ha avuto gli onori della critica d ’arte a livello nazionale con una scheda compilata da Serenella Rolfi e con la citata “bibliografia essenziale ” ((Scarpati,Poppi,Silvestro). Il primo a ricordarci questa opera è stato Prospero Fantuzzi in un manoscritto datato 1841: “A dimostrare Alfonso quanto sarebbe riuscito valente in altro genere di pittura,spedì in quell ’anno (ndr.1838)alla sua famiglia un quadretto di once 18 in 20 rappresentante all ’uso fiammingo la sua camera di studio con gli attrezzi e mobili tal qual si trovava all ’atto della sua copia con in mezzo lo stesso in piedi in atto di lavorare su di un quadro e si vede in fronte il suo quadro del Diluvio ”. Alfonso regala il quadretto al padre,certo che un giorno lo stesso ne avrebbe ricavato un tesoro. Il pittore aveva rifiutato,a questo proposito,cento scudi romani da parte di un collezionista capitato nel suo studio.I genitori,per incoraggiare il figlio,vendono al Duca di Modena il quadro ricavandone cinquanta scudi. Il “quadretto ”“Lo studio del pittore ”partecipa all ’Esposizione di Belle Arti di Milano nel 1844 riscuotendo l ’am- mirazione di Francesco Hayez. Nel 1844 il quadro partecipa all ’esposizione nelle sale del Teatro Comunale di Reggio Emilia entrando a far parte della collezione del Duca Francesco IV. Alfonso Chierici diventa Accademico di San Luca ,come i documenti dell ’Accademia,recentemente consultati con l ’aiuto della Soprintendente Angela Cipriani,attestano. Il 17 Dicembre 1853 in sostituzione di Giovanni Silvagni e il 10 dicembre 1869 con la nomina a Consigliere della classe di Pittura al posto del “grande nazareno ”Overbeck morto in quell ’anno. Tra i documenti abbiamo rintracciato la lettera di ringraziamenti di Alfonso,datata 25 Dicembre 1853,per la nomina ad Accademico. L ’Accademia Nazionale di San Luca ha una storia antichissima che ha origine nel Medioevo.Grazie all ’interes- samento di papa Gregorio XIII nel 1577 nasce la scuola che riunisce le arti figurative di pittura e scultura e nella quale hanno fatto parte artisti affermati nel corpo accademico.Durante questi secoli,ai massimi vertici vi sono stati pittori e scultori come Balla,Bernini,Canova,Caravaggio,David,De Chirico,Guercino,Reni. Alfonso Chierici,pittore reggiano dell ’Ottocento,tra questi !

Il paesaggio italiano dell'Ottocento

Maestà di Roma

Alcuni inediti di Alfonso Chierici

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