Filippo Silvestro

Giovanni Fontanesi

Sono lontani i tempi in cui Francesco Milizia (1725-1798),critico d ’arte,amico del Mengs scriveva:“ Chi non può essere pittore,sia paesista,fruttista,fiorista:è meglio fare qualche cosa che niente ”.Erano tempi duri per i pittori di paesaggio! Già dall ’Ottocento “ i paesisti ” hanno avuto la rivincita e l ’attenzione dei critici a cominciare dall ’inglese John Ruskin (1843-1860)che scrive dal 1843 al 1860 un ’imponente opera i “ Pittori moderni ” con l ’intenzione di dimostrare la superiorità dei moderni paesaggisti a cominciare da Turner. Oggi il paesaggio è all ’attenzione dei maggiori studiosi d ’arte come Federico Zeri “La percezione visiva dell ’Italia e degli italiani ” (1976),Anna Ottavi Cavina “I paesaggi della ragione ” (1994)e di autori vari che collaborano alla stesura del catalogo “ tato,Italia dipinta da Thomas Jones a Corot ” (2001). Gli studi su Giovanni Fontanesi,il pittore paesaggista reggiano,con la biografia di E.Manzini nel 1878 e riprendono nel 1984 con la mostra ed il catalogo “ Giovanni Fontanesi,Alessandro Prampolini, Alfonso Beccaluva ” a cura di Elio Monducci,con il regesto di Giuseppe Adriano Rossi e l ’apparato critico di Claudio Poppi.Nel 2003,a cura di Carlo Sisi,viene pubblicato “La pittura di paesaggio in Italia ” con l ’esauriente voce,dedicata a Fontanesi,compilata da Elisabetta Farioli e viene riprodotto il celebre “Villa d ’Este a Tivoli ” (1840). Giovanni Fontanesi studia a Roma dal 1833 al 1840 con una pensione ducale dello stato estense. A Roma incontra i reggiani Alfonso Chierici e Carlo Zatti,la città eterna tra la fine del Settecento ed i primi dell ’Ottocento vede colonie di artisti,letterati,pittori,poeti,scultori, archeologi come Winckelmann, Goethe,Maupassant,Stendhal, Thorvaldsen,Overbeck ed i Nazareni approdare per l ’impresa romantica del Grand Tour. I propositi artistici di Fontanesi si evincono dalle lettere a Giuseppe Turri,tra il 1834 e il 1835,il pittore scrive:“Dopo aver copiato qualche lavoro dal mio professore mi comandò che andassi in campagna a studiare i dettagli che presenta il vero e che mai mi dipartissi da questo principio ” e ancora “….me la passo per la campagna,studiando l ’unica maestra che è la natura e dove ho quivi deciso di passarvi tutta quest ’annata ”. Durante il periodo romano Fontanesi alloggia in casa delle sorelle Guerra assieme ad altri pittori come il bresciano Martinengo ed il brescellese Zatti; questi artisti conducono una vita gaia e allegra,studiando dal vero e ritraendo Particolare da “Lo studio del pittore ” di A.Chierici:Giovanni Fontanesi dipinge il “ Paesaggio laziale ”, 1836,oggi presso l ’Istituto d ’arte A.Venturi,Modena costumi tipici di uomini e donne oltre a scorci della campagna romana con capre,somari,cavalli, covoni di fieno e resti di acquedotto romano come Fontanesi,ben descrive,nell ’acquarello intitolato “Campagna romana ” (1836 circa).Giovanni Fontanesi in quegli anni esegue altre opere come “Interno del Colosseo ” e “Paesaggio laziale ” (1836),immortalato da Alfonso Chierici nello “Studio del pittore ” (1836). Dopo Roma Fontanesi si trasferisce in Liguria dove dipinge altri paesaggi come “Trasporto del marmo dalle cave apuane ” (1845),“Veduta di La Spezia ” e “Dintorni di Lerici ”(1847). Nel 1845 viene nominato insegnante di paesaggio alle scuole di Belle Arti di Reggio.Dipinge i dintorni della città natale come la “Campagna reggiana ” e “La Pietra di Bismantova ”. L ’incarico più prestigioso gli arriva nel 1856 dalla commissione per il comodino del Teatro Municipale di Reggio. E ’ una grande opera che si colloca nella filosofia del “paesaggio ideale e classico ” di moda tra la fine del settecento e i primi dell ’ottocento. Bernardino Catelani che era l ’ispiratore della fabbrica dell ’erigendo teatro così descrive:“Una grand ’elce sul davanti,le rovine d ’una Città;a destra una fonte.Il terreno è incolto e sparso d ’arbusti e cespi e sassi e ruderi d ’antiche fabbriche:un leone giacente a similitudine di Sfinge sul suo piedistallo.Davanti a una statua d ’Apollo in un piccolo prato alcuni pastori intessono un ’allegra danza ”. Un giornale milanese dell ’epoca,nel riferire sull ’esposizione tenuta a Modena nel 1857 ha parole di elogio per il paesaggista reggiano:“Se la scuola di paesaggio e scenografia è grandemente accreditata,è tutto merito del Prof.Giovanni Fontanesi ….” Fontanesi muore a Reggio Emilia il 14 Febbraio 1875

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