Filippo Silvestro

Domenico Pellizzi

Le Muse di Domenico Pellizzi

Domenico Pellizzi nasce a Vezzano sul Crostolo in provincia di Reggio Emilia il 30 Aprile 1818 da Ippolito e Rosa Fontana. Studia alla Scuola di Belle Arti di Reggio sotto gli insegnamenti di Prospero Minghetti, dimostrandosi, assieme ad Alfonso Chierici, tra i migliori allievi nel campo della figura.




In questo periodo esegue copie di famosi quadri come “La Vergine col Bambino” dal Francia, una “Madonna” da Cima da Conegliano e “La Madonna della Seggiola” da Raffaello.

Nel 1837 è iscritto all’Accademia di Parma, e nel registro della Scuola di Disegno il suo impegno viene definito con “attitudine buonissima”.

Sempre positive le valutazioni negli anni dal 1838 al 1841.

Tra gli insegnanti all’Accademia vi sono lo scultore Tommaso Bandini, l’incisore Paolo Toschi e il pittore Giambattista Borghesi.

Nel 1841 Pellizzi esegue un ritratto ad acquarello ora a Modena e le tempere alla Vasca Corbelli con il titolo “La leggenda di Saffo”. E’ di sua invenzione il quadro “I buoni fanciulli”, che invia all’Esposizione triennale dell’Accademia Atestina di Modena e che viene acquistato dalla Società d’Incoraggiamento per gli Artisti dello Stato Estense. Nel 1848 partecipa ai moti risorgimentali e all’arrivo degli austriaci è costretto a rifugiarsi a La Spezia e a Firenze.

Nel 1849 risiede a Firenze dove rimane per quasi un anno ed ha come maestro Giuseppe Bezzuoli, famoso pittore e direttore dell’Accademia. Al maestro fiorentino Pellizzi mostra i dipinti “Natività di Maria” e “Consolare gli afflitti”, ricevendone gli elogi, come lo stesso autore testimonia in uno scritto. Alla fine del 1849 giunge a Roma dove incontra i reggiani Alessandro Domenico Pellizzi “La Commedia“, con Goldoni Noti e Cecchi Prampolini e Alfonso Chierici.

Su ordinazione del reggiano Giambattista Venturi dipinge “La strage degli innocenti”, importante quadro che oggi si trova ai Civici Musei di Reggio e che il duca Francesco V premiò. Tra le sue opere ricordiamo una pala d’altare “Sant’Anna” per la chiesa di Gazzata (San Martino in Rio), una “Consolatrice” per il reggiano Antonio Pratonieri e un ritratto dell’amico pittore Alessandro Prampolini.

Altre opere nella chiesa di Santa Teresa, San Filippo, per la parrocchiale di Massenzatico e di San Tommaso della Fossa. Nel 1854 viene nominato direttore della Scuola di Belle Arti di Reggio dopo la morte di Minghetti.

Due anni fa sono stati ritrovati in teatro i cartoni preparatori e gli spolveri della volta del Municipale.

Nel 1856 dipinge per la chiesa di San Francesco a Reggio una pala d’altare “San Francesco che risuscita un annegato”, quadro che rimane incompiuto e che sarà terminato da Giuseppe Amadei. Nel 1858 si sposa con Carolina Rossi Deodati nella chiesa di San Nicolò. Restaura quadri per le chiese di San Prospero e per la Basilica della Ghiara. Partecipa alla vita pubblica come consigliere provinciale e comunale.

Ha numerosi incarichi e prestigiose nomine come socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Muore il 4 Maggio 1875 a 56 anni ed è sepolto nel cimitero monumentale di Reggio

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