Filippo Silvestro

Francesco Scaramuzza

Francesco Scaramuzza nato a Sissa (PR)il 14 luglio 1803 e morto a Parma il 20 ottobre 1886 sta avendo la giusta riabilitazione,grazie al catalogo ed alla mostra di Sissa organizzati da Vittorio Sgarbi alla fine del 2003 in occasione del secondo centenario della nascita del pittore. Il pittore di Sissa si iscrive giovanissimo all ’Accademia di Belle Arti di Parma. Nel 1826 merita il pensionato artistico per un triennio a Roma. Sotto il ducato di Maria Luigia,Scaramazza dipinge numerose pale d ’altare come la Presentazione al Tempio,San Rocco guarisce gli appestati,Santa Filomena,la Vergine col Bambino e Sant ’Ilario. Espone a Brera con il quadro La morte del conte Ugolino. Affresca con soggetti danteschi la Biblioteca Palatina a Parma e con soggetti mitologici il Museo Archeologico. Si cimenta nell ’illustrazione della Divina Commedia con 243 disegni a penna su cartone che saranno esposti a Firenze nel 1865 in occasione dei festeggiamenti per l ’anniversario della nascita di Dante. Scaramuzza è importante per la provincia di Reggio Emilia perché affresca la volta del tempietto di Selvapiana in comune di Canossa. Il tempietto è costruito,tra il 1835 e il 1840,in quella località in onore del grande poeta Francesco Petrarca che lì soggiornò intorno al 1341, dopo essere stato incoronato a Roma in Campidoglio come “magnus poeta e historicus ”. Nel 1341 Petrarca,ospite dei Da Correggio è a Parma,soggiorna al Guardasone,in prossimità dei boschi di Selvapiana e compone il poema in latino “Africa ”. Nei primi dell ’Ottocento in Italia vi è un rifiorire degli studi dei classici,in particolare di Dante e di Petrarca.E ’proprio un letterato,amico di Leopardi,Pietro Giordani che pensa di costruire il tempietto in onore del Petrarca. Giordani nasce a Piacenza nel 1774,scrive numerosi saggi,anche di storia dell ’arte ed è segretario dell ’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua vita si svolge principalmente a Parma dove stringe amicizia con Paolo Toschi,famoso incisore e direttore dell ’Accademia. Giordani detta l ’iscrizione all ’ingresso del Tempietto:MDCCCXXXIX PER VISIBIL SEGNO DELL ’ONORE DATO A QUESTO LUOGO DAL PETRARCA. La costruzione del tempietto si deve oltre che al Giordani e al Toschi a Maria Luigia di Parma,al barone Vincenzo Mistrali,ad Angelo Pezzana,direttore della biblioteca ducale. L ’incarico di erigerlo viene affidato all ’architetto Nicola Bettoli,lo stesso che eresse il teatro Regio di Parma.Gli artisti incaricati furono,per la scultura dedicata al Petrarca,Tommaso Bandini e per la decorazione della volta Francesco Scaramuzza. La volta viene divisa in otto scomparti divisi da folti rami d ’alloro,con un richiamo alla camera di S.Paolo a Parma dipinta dal Correggio. Nei quattro grandi scomparti,Scaramuzza raffigura Laura e negli altri tre vi sono due putti ognuno rappresentanti L ’Amabilità e la Gloria,L ’Allegoria dell ’Amore e Amore di Virtù e L ’Allegoria della Pace. Nei quattro piccoli sono dipinti L ’Allegoria dell ’Amore,La Prudenza,La Sincerità e La Purezza. Attribuiti allo Scaramuzza sono alcune pitture nel Casino della Vasca di Rivalta con motivi mitologici e con grottesche. Importante,anche se nel catalogo di Sgarbi viene catalogata come “opera andata perduta ”,è la pala d ’altare “L ’Addolorata ” nella chiesa dei SS.Pietro e Paolo in Campegine. L ’opera venne commissionata da don Matteo Romani,colto dantista e scrittore di numerosi saggi sul Sommo Poeta.Don Romani nel riordinare la chiesa si avvale dell ’opera dei due maggiori pittori nella zona in quel momento:Scaramuzza che dipinge L ’Addolorata e Carlo Zatti che dipinge Gesù che consegna le chiavi a San Pietro. Una particolarità:la biblioteca Panizzi di Reggio è in possesso delle opere,fotografate da Carlo Saccani,di Francesco Scaramuzza illustranti la Divina Commedia

l'Addolorata di Francesco Scaramuzza

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